L´INCIDENTE….
…. inizia lo sterrato, il gruppo si sgrana fra la polvere … si vede poco… non é una gara, il ritmo é sostenuto ma di “trasferimento”, la moto, appena ritirata in officina é perfetta …. é più di un mese che non salgo su una moto da enduro, la lunga vacanza estiva in scooter mi ha abituato ad una guida più comoda e rilassata, me ne accorgo dalle prime curve. Cerco di essere un po più prudente del solito, siamo all´inizio della giornata, ci aspetta un “giro” memorabile e poi domenica prossima abbiamo in programma una moto cavalcata in Piemonte. Ecco un´altra curva, la velocità non é molto sostenuta ma la percezione di quest´ultima con queste moto non é mai di facile interpretazione. Una moto mi é davanti e altre tre mi seguono. Poco prima della curva vedo affiorare una grossa pietra, é piantata nel terreno e proprio ad inizio curva… ok, vista, valutata, non può e non deve costituire nessun problema… va affrontata, con decisione… lo sguardo é già rivolto al tratto di rettilineo che segue la curva e pronto ad adeguare la guida in ragione di quello che vede. La “botta” é improvvisa, non ho più la moto fra le gambe e il mio sguardo ora é rivolto al suolo che scorre velocissimo sotto di me, non mi sembra vero, sento immediato il dolore impadronirsi di alcune parti del mio corpo, il male al costato mi ruba la capacità di respirare, sto rotolando o strisciando e cerco di proteggere quel che mi é rimasto da proteggere. Sono finito a bordo strada, la mia preoccupazione principale va alla moto che segue… vedrà la mia moto distesa in mezzo alla strada? Scorgerà la mia figura accartocciata che alza per quanto può la mano per attirare la sua attenzione? Il primo ad arrivare é Max… Gli dico subito che ho problemi a respirare, arrivano anche Andrea e Peo… Non si dovrebbe togliere il casco, ma li tranquillizzo dicendogli che non ho subito colpi alla testa. Ho male un pó dappertutto, al polso, alla caviglia, al fianco ed al costato…. E´strano come in quei momenti, la tua mente corra su percorsi inopportuni o comunque non di vitale importanza… Pensi al giro in jeep che avevi organizzato per il giorno successivo e per il quale avevi coinvolto 14 persone, pensi alla moto cavalcata di domenica prossima e questo mentre cerchi di spiegare ai tuoi amici qual´é la parte del tuo corpo al quale devono prestare più attenzione. Dentro di te hai ancora la speranza di risalire in moto e un pó dolorante di finire il giro…. poi a casa un pó di Voltaren e tutto é sistemato. No, questa volta non é proprio così …. Il male che provi é reale, ed é più intenso al polso sinistro e alla caviglia destra. Gli amici ti scoprono il polso e ti invitano a muovere le dita… tu esegui e loro ti rincuorano…”muovi le dita, non preoccuparti, non é rotto!” , e questo anche se il polso in questione risulta gonfio e deforme. Li guardi negli occhi e leggi la loro preoccupazione… Il mio giro finisce qui, il resto del gruppo che ormai aveva raggiunto la fine della strada é tornato indietro e mi é tutto attorno,Peo e Max sono scesi a recuperare un´auto che a sua volta dovrà recuperare me. Io sono seduto a bordo strada ed appoggiato alla roccia, cerco di ridere e scherzare, ma sono preoccupato ed é la stessa preoccupazione che leggo negli occhi di Andrea mentre insiste con Peo, ormai arrivato con la propria auto, affinché mi porti immediatamente al Pronto Soccorso…
Chiamo Erica e la metto al corrente del tutto, lei come da Sua abitudine ostenta tranquillità… in realtà la troverò ad attendermi nei giardini davanti all´ospedale, non é sola, con lei tutti gli amici che erano in spiaggia….
Rimarrò in ospedale sino all´imbrunire, dopo aver fatto raggi, trazioni e gessi… dovrò tornare all’indomani per fare una TAC e per fugare il rischio di un intervento al polso…. Un grazie a tutto il personale medico che si é sempre dimostrato gentile e disponibile…
feste in “… gessato…”
Sono passate poco più che tre settimane dall´incidente, ancora una e se tutto va bene toglieremo i gessi…. ovviamente non vedo l´ora, riavró la mia autonomia e soprattutto la possibilità di muovermi.
Le mie giornate di convalescenza stanno trascorrendo nel migliore dei modi possibile, tutti gli amici mi si sono stretti attorno in un caldo abbraccio non facendomi mai sentire solo. Un grazie grosso alle cuoche (anche quando queste sono state i genitori) e veramente a tutti, che sono riusciti a coccolarmi all´inverosimile… A casa mia si sono svolte delle vere e proprie feste, a cui io ho sempre presenziato risultando il più elegante di tutti …. in “gessato”
Spero di meritarmi tanto affetto e di essere in grado di restituirlo in egual misura.
In futuro….
“tornerai in moto ?” questa é la domanda che mi sento rivolgere più spesso e che mi sono posto anche io. Certo, farsi male, farsi un mese di gesso più la riabilitazione che necessariamente dovrò fare una volta che mi avranno tolto i gessi e dover tener conto dei danni permanenti se ce ne saranno non é una bella prospettiva. Ti chiedi se ne vale la pena, se é giusto rischiare di farsi anche molto male per coltivare una passione….
Mentre fai queste riflessioni ti sorprendi sempre più spesso a sfogliare le riviste specialistiche che gli amici ti hanno portato, a parlare di moto con chi sta continuando ad andarci e senti di averne ancora tanta voglia…. continui a ripeterti e a ripetere agli altri che bisogna essere fatalisti, che ci si può far male anche vivendo esperienze molto più banali … e sai che é vero… solo la mamma non sembra molto convinta, ma lei non può esserlo per statuto.
Tornerò in moto! Il primo giro sarà blando, giusto per ri-percepire le vibrazioni, per ri-acquistare fiducia, per rivedere i boschi e la civiltà dall´alto, per tornare a casa stanco, sporco, in ritardo, ammaccato ma ancora una volta felice di aver vissuto ….. potrei dire “una tua passione”, ma mi limito a dire e ripetere : “per aver vissuto”.











Bel racconto Claudio…grazie..
Anche se non tornerai piu’ a camminare, se il polso non avra’ piu’ la mobilita’ di prima, anche se tra 10 giorni ti dovranno ri-ingessare per ancora due mesi ( vero sventra???), non ti preoccupare, noi continueremo a venire a mangiare e bere a casa tua, non ti lasceremo mai solo!
A me fate solo che piacere…. pensa che ho già ordinato su postal market decine di pattine e anti scivolo….
Bravo Kla
nella vita si “cade” tante volte e si resta un pochino ammaccati, ma dai vuoi mettere la soddisfazione nel
rimettersi in gioco, quasi come un campione……………
di Risiko!!!!!!
Si però io voglio le pattine dei Simpsons!!!!
Apparte gli scherzi, bel racconto!!!!