“ Lasciate ogni speranza o voi che entrate….”
Il racconto di questa motocavalcata vuol partire da questo famoso monito Dantesco, e cioè quasi dalla fine della motocavalcata stessa…
Avevamo già percorso più o meno 100 km, superato bellissimi tratti in sottobosco, percorso polverose strade bianche, risalito e guadato ruscelli e fiumiciattoli, passati indenni attraverso tre tratti “hard” dei quattro previsti, quando proprio all’inizio di quest’ultimo scorgiamo la fatidica scritta… ovviamente non ci si ferma neanche un secondo a riflettere sull’ avvertimento e ci incuneamo in discesa verso quello che si rivelerà un vero è proprio girone infernale.
Il tratto difficile in questione si svilupperà tutto in un continuo sali e scendi negli inferi dell’enduro… Basta spegnere per un attimo il motore della propria moto per udire ogni sorta di irripetibili epiteti se non peggio, motori che arrancano a vuoto nel fango e il battito accelerato del proprio cuore. Le difficoltà si presentano sin da subito con una rampetta che asciutta si sarebbe superata in un battito di ciglia ma che infangata risulterà praticamente invalicabile. Solo il nostro Fabio si potrà vantare di averla per metà superata, anche se ad onore del vero solo la moto, letteralmente fatta decollare, supererà l’ostacolo, lui al pari nostro scivolerà a terra a “pelle d’orso”…
Ormai era chiaro che i prossimi chilometri ci avrebbero permesso di espiare in parte i nostri peccati, più si andava avanti più venivano meno le energie che svanivano del tutto quando riuscivo ad infilare la moto nella fossa delle marianne delle langhe…. almeno trenta minuti per tirarla fuori dal pantano di cemento a pronta presa dove sembrava essere finita… grazie Fabio e Peo, senza di voi risulterei ancora disperso assieme alla mia moto. Non eravamo in molti i dannati che ci aggiravamo per quell’inferno, e ricordo anime vagare a piedi elemosinando pastigliette di enervit, sali e altri generi di conforto.
La cosa peggiore era non sapere quanto sarebbe durato, un sadico bambino seduto nel bosco ci rassicurava che per uscire sarebbero bastati 4 km di sofferenza. A me quel bambino solitario ha fatto venire in mente il film “un tranquillo week end di paura” e questo pensiero certo non mi ha aiutato per superare i tratti di discesa che si susseguivano uno dietro l’altro, e chi mi conosce sa quanto amo il ripido…..
Stavo ormai per rendere l’anima al diavolo quando davanti a me si ergono tre fantastiche figure che con la scritta “staff” sulla pettorina mi stanno venendo incontro…. finalmente qualcuno a cui chiedere informazioni e soprattuto una via di uscita…. Subito mi dicono che i nostri amici ci stanno aspettando 100 metri più avanti e che da li in poi avrei avuto la possibilità di raggiungere il ristoro facilmente…. E vai!!!! ancora una volta ne siamo venuti fuori, per fortuna in quell’attimo nessuno ha pensato di chiedermi il nome… non sono sicuro che sarei stato in grado di rispondere….
Peo mi seguirà in quel che resta della mia motocavalcata mentre gli altri proseguono seguendo le fettuccie del percorso. Finalmente arriviamo al ristoro che mai come in questo caso credo sia stato meritatissimo.
Ci guardiamo attorno, quasi nessuno è infangato quanto noi…. che sapessero???
Un ottimo pranzo ci permetterà di recuperare le forze perdute e lo scrosciante temporale di raffreddare i nostri indolenziti muscoletti.
Comunque una bellissima esperienza, che non mi sarei perso per niente al mondo, la soddisfazione per essere arrivato è tanta, almeno quanto la gioia di aver ancora una volta condiviso con dei veri amici una bellissima altra giornata di sport e natura.
Complimenti agli organizzatori dell’evento che a dispetto del nome (che porta ad immaginare siparietti bucolici fra le vigne) si è rivelato mai banale e assolutamente da ripetere…
















…belle foto ed ottimi Ricordi….non capisco se le vostre facce mostrino stanchezza dovuta dalla estenuante Motocavalcata o da tutte quelle bottiglie di vino VUOTEEEE….comunque complimenti Ciao.
Troppo bello!!!
Se non ti dispiace ho messo il link dal nostro sito.
Merita di essere visto!!!
Siete simpaticissimi.
Speriamo di rivedervi il prossimo anno!!!!….e… ascoltate gli avvertimenti!!!!!…
Grazie Andreina per i complimenti e per il Link…..
L’anno prossimo? Assolutamente si!!! leggeremo i moniti, ma sopratutto ci doteremo di corde e di ricostituenti…..
Al prossimo anno allora….
Ma quanto fango…..davvero dura la vita dell’endurista!!!!
Anche quella del fotoreporter però è piena di sacrifici……
per immortalare questi attimi , bisogna sacrificare la propria
presenza in campo nei momenti ” cruciali”