week end del 25 aprile
Quando si è deciso di concederci un piccolo stop da questa vita frenetica, quasi immediatamente la scelta è ricaduta su Budapest. Una città che solo a nominarla ha il potere di evocare particolari situazioni storiche e socio politiche. Ricordo dei tempi della guerra fredda e di quando l’Ungheria veniva solo raccontata e adesso l’idea di poterci mettere piede da turista mi affascina e mi incuriosisce.
Partiamo da Nizza con un aereo che non ti aspetti di veder decollare dal moderno aeroporto della costa azzurra. Un bi elica della Austriairline con i carrelli sotto i motori che a loro volta sono posti sotto le ali. Cambio di aereo a Vienna e finalmente Budapest….
Seguendo i consigli letti su altri blog o forum, utilizziamo un servizio di navette che dall’aeroporto raccoglie turisti trasportandoli ai rispettivi alberghi. L’attesa sarà veramente di pochi secondi. Il tragitto per raggiungere il centro attraverserà le zone periferiche della città. Zone che ormai si assomigliano tutte, con i loro supermercati, concessionarie d’auto, con i pannelli pubblicitari e con il traffico nei due sensi di marcia. Raggiungiamo il nostro albergo, il “ramada plaza” che onestamente ci immaginavamo posto in zona più centrale, e tale decentramento ci costringerà a servirci del comodo trenino che praticamente passa ogni 10 minuti. Il fatto di non essere proprio in centro sarà ripagato ampiamente dalla comodità della struttura e dalla tranquillità che vi regna.
Appena preso possesso della stanza, giusto il tempo di cambiarci d’abito e saremo già pronti per il nostro primo assaggio della città. L’inevitabile imbarazzo dei primi momenti: dove si fanno i biglietti dei mezzi pubblici? dove si obliterano? quale tragitto fare? a quale stazione scendere? In realtà il tutto si rivelerà piuttosto semplice….
Da segnalare la ripidità e velocità delle scale mobili che conducono alle stazioni della Metropolitana e ovviamente la storica “linea gialla” che ha il primato di essere stata la prima metropolitana ad essere stata costruita nel nostro continente. Affascinanti le sue vecchie stazioni rivestite in ceramica e maioliche, le porte in legno massello ed il caratteristico suono che anticipa le fermate e che ricorda il video gioco “super mario bros” … ovviamente abbiamo fatto un po’ di foto di questa struttura che a mio parere rappresenta un’autentica opera d’arte.
La prima sera e con l’ausilio della nostra guida “Lonely Planet” (che si rivelerà piuttosto precisa e puntuale) andiamo alla ricerca del nostro primo ristorante, ceneremo al “Goia” ristorante che meno ungherese di così non potrebbe essere, un atmosfera lounge con camerieri in grembiulone e piatti che rasentano lo stile della nouvelle cousine…. Siamo stati bene, da consigliare ma poco indigeno…
Già la prima sera non ci facciamo mancare una passeggiata sul lungo Danubio che di sera da decisamente il meglio di se con i sontuosi ponti e palazzi illuminati, le chiatte che su di esso scivolano. La temperatura è piuttosto fresca e ci convince unitamente alla stanchezza della giornata a riguadagnare la strada della nostra sistemazione e di rimandare al giorno dopo le nostre esplorazioni.
Per non tediare troppo chi legge, non sto a descrivere il diario dei nostri tre giorni a Budapest, mi limiterò a indicare quelle che fra le tante cose viste sono per me le più importanti e a cui assolutamente consiglio di non rinunciare qualora abbiate voglia di visitare questa città….
Allora, per non smentirmi, consiglio vivamente una prima colazione nella storica pasticceria Gerbeaud (verrete sicuramente rapiti dall’atmosfera d’altri tempi che vi si respira) a cui potrete arrivare con la linea gialla della metro già descritta precedentemente. Da percorrere tutte le vie pedonali del centro che anche se ormai molto “occidentalizzate” con i lussuosi negozi, banche e hotel vi faranno capire quanto si sta facendo in questa città per recuperare il tempo perduto negli anni bui della sua storia. So anche io che si potrebbe disquisire a lungo se tanto di quello che si sta facendo sia veramente da considerarsi un arricchimento per la città o piuttosto un abbrutimento (anche apprezzando alcuni interventi di decisamente buona architettura moderna) ma credo che quanto stia avvenendo sia inevitabile e dettato dalle inesorabili leggi della globalizzazione e mercificazione del tutto. Quei valori o non valori che ci faranno perdere le identità culturali di ogni luogo trasformando tutte le città in maniera tale che si assomiglino una con l’altra. Ma come promesso… andiamo avanti….
Rimanendo lontano per il momento dalla “Duna” (il Danubio) e dalle sontuose vestigia del passato, ma rimanendo nella zona centrale è d’obbligo una visita alla basilica di Santo Stefano e qui approfittarne per arrampicarsi sin sulla cupola da dove sarà possibile ammirare a 360 ° tutta la città. Potrete optare per una ascesa in ascensore, ma io vi consiglio la lunga scalinata a chiocciola.
Sempre in centro da visitare il “Museo del terrore” situato su una via che non a caso è stata dichiarata dall’unesco patrimonio dell’umanità. Via Andràssy. Museo che è stato creato nello stesso palazzo che fra il 1944 e il 1956 ospitò il carcere comunista, in realtà un vero e proprio centro di tortura e che negli anni ‘40 fu sede del partito delle Croci Frecciate (collaboratori della Germania nazista)…. Un luogo che non potrà non indurvi a qualche riflessione…. Con poche fermate di metro potrete raggiungere la vecchia stazione ed il vecchio mercato, (Nagycsarnok) dove sarete letteralmente avvolti nella vita quotidiana degli Ungheresi, qui troverete ogni genere di frutta, salami, spezie, pesce, souvenir e se osate provare piatti tipici da gustare al momento. Noi siamo andati anche a visitare la Sinagoga ebraica ma che abbiamo potuto ammirare solo dall’esterno. Così come solo dall’esterno abbiamo potuto visionare il palazzo del parlamento, infatti solo poche persone ogni giorno possono entrare ma bisogna preregistrarsi dalla prima mattina.
Il palazzo del parlamento, così come tutti gli altri edifici degli stessi anni sono semplicemente “indescrivibili per quanto belli”, sono visibili da gran parte dei due lati del lungofiume e non si può non rimanere un attimo in silenzio a guardarli. Una fantastica vista del tutto la si ha attraversando a piedi e magari di notte il ponte delle catene, qui è d’obbligo il cavalletto per la macchina fotografica per cercare di fare qualche bella ed indimenticabile fotografia.
Noi per salire alla parte alta della città abbiamo utilizzato la vecchia funicolare a cremagliera, degna anticamera per i luoghi che da li a poco visiteremo. (in alternativa si potrà salire a piedi o con il bus n° 10), la vista da qui sarà fantastica e ci permetterà di riconoscere alcuni luoghi in basso che abbiamo visitato. Da vedere la chiesa di Mattia, magnificamente dipinta in ogni sua parte e la vista che dal suo retro ed incorniciata dalle finestre del molo dei pescatori diventa oltremodo suggestiva se immortalata dalla vostra macchina fotografica.
Poi che altro dire… quando si visita una città e bello lasciarsi trasportare un po’ dall’istinto e raramente si rimane delusi se motivati dalla voglia di scoperta e di conoscenza.
Una esperienza a cui nessuno che si reca in questa città dovrebbe rinunciare è quella di un bagno alle terme. Ne esistono parecchie in città, noi abbiamo scelto le antiche terme “Rudas” la cui costruzione risale alla metà del 1400 e da allora è rimasta nella sua struttura principale praticamente immutata. Abbiamo scelto di andarci nel giorno della domenica perché unico giorno (unitamente al sabato sera) in cui è consentito l’ingresso ad uomini e donne. L’atmosfera all’interno, oltre che ad essere rilassante è assolutamente fuori dal tempo e molto affascinante per quanto anacronistica. La luce solare che forma raggi di luce attraverso i vetrini incastonati nella cupola, i vapori interni, la temperatura delle acque, i suoni gli odori, tutto concorre a rendere le ore trascorse al suo interno come indimenticabili.
Ovviamente abbiamo cercato di mangiare anche assaporando le specialità Ungheresi e forse il più caratteristico è risultato essere il famoso “Fatal” forse un po’ troppo turistico ma che ti aiuta ad immergerti nell’immagine iconografica che da sempre hai di questa città. Qui le porzioni sono veramente abbondanti, quindi occhio a cosa ordinate. Da menzionare anche il ristorante “Passion” in una traversa di via Andràssy dove gusteremo delle ottime pietanze e in cui troveremo bizzarre tutte le copertine in pail appoggiate su ciascuna sedia per ripararsi dal fresco della sera.
Insomma un bellissimo week end, che contrariamente ad altri oltre che a soddisfarci dal punto di vista diciamo turistico-culturale ci ha permesso di tirare un po’ il fiato e di rilassarci un pochino…
Unica cosa di cui mi rammarico e non aver potuto conoscere un po’ di più il modo di pensare degli Ungheresi, per problemi di lingua e per apparente loro riservatezza non è facile cercare di aprire un dialogo, oppure tutti hanno subodorato il gran numero di domande che avrei rivolto e hanno sin da subito voluto proteggersi da tale minaccia….
Grazie Eri per avermici portato….
solo alcune delle tantissime foto che abbiamo fatto













[...] 3, 2008 di klaudio qui il tedioso racconto…. (io vi ho [...]
Un gran bel “post” per un bel posto. Leggendolo stamattina mi sono fatto un viaggio (con la fantasia) anch’io.
Il racconto non rende merito al fascino della città, alla bellezza dei palazzi fine ottocento, allo splendore dei ponti e del Danubio. Al relax dei bagni nelle acque termali.
Splendido week-end, grazie Kla!