Una bellissima vacanza, che così si può definire per le bellissime località visitate, per la cordialità delle persone conosciute, per l’ospitalità di zii e cugine, per il senso di libertà che forse solo la moto può dare, ma soprattutto grazie alla mia splendida compagna di viaggio …. grazie Erika!
Alcune foto che ho deciso di dividere per regione e più in basso per chi ne avrà voglia il diario del viaggio che mi rendo conto a tratti può essere noioso e forse ripetitivo. Diario che mai potrà trasmettere le sensazioni realmente provate, i sapori, e i colori realmente assaporati in tutto il nostro peregrinare…
PUGLIA …..
BASILICATA (MATERA)…..
CALABRIA …..
SICILIA (TAORMINA)…..
Bisogna preparare i bagagli, nei due borsoni laterali e nel bauletto devono trovare posto abiti e accessori per trascorrere 15 giorni in viaggio… Un plauso alle capacità organizzative di Erica che è riuscita a stipare tutto nel migliore dei modi, in vacanza non ci mancherà veramente nulla!
Tappa di avvicinamento a Torino da dove sabato sera con il servizio “moto al seguito” partiremo in treno alla volta di Bari. In questa occasione abbiamo optato di viaggiare in vagone letto, e possiamo certo affermare di aver fatto un’ottima scelta. Nonostante la vetustà dei treni non ci siamo nemmeno accorti del viaggio e al nostro risveglio ci siamo trovati già in terra di Puglia e poco dopo aver fatto colazione in stazione a Bari. Qui Erica mi aspetta in una zona d’ombra della stazione mentre io vado a recuperare la moto ed è nell’attesa di questa operazione che conosco altri due motociclisti che hanno viaggiato sul nostro stesso treno ma che al contrario di noi sono alla fine della vacanza. Sono due simpatici ragazzi di Lecce che ci consigliano di visitare il Salento in luogo del Gargano dove invece siamo diretti. Ci invitano addirittura ad andarli a trovare nella loro città, ci scambiamo il numero di telefono casomai decidessimo di spingerci così a sud. Un primo assaggio dell’ospitalità del sud…. grazie ragazzi, non siamo venuti a trovarvi, ma serbo con piacere il ricordo di quel disinteressato invito…
Siamo a Bari, decidiamo di lasciare i bagagli al deposito della stazione e di visitare il centro storico della città e le sue chiese… dopodiché inforchiamo la nostra cavalcatura per dirigerci verso la nostra destinazione che a dire il vero non abbiamo ancora in mente quale sia… Percorriamo tutta la costa attraversando le cittadine di Barletta, Molfetta, Trani (bellissima la sua cattedrale proprio sul mare e di cui si dice dia il meglio di se al tramonto), attraversiamo le saline di Margherita di Savoia e raggiungiamo ormai all’imbrunire la località di Mattinata. Troviamo da dormire nella struttura “Torre del Porto” dove veniamo accolti con gentilezza dal Signor Angelo che ci mette a disposizione un grazioso e nuovissimo bi-locale. La struttura è dotata di piscina di cui decidiamo di approfittare subito per rinfrescarci del viaggio, cena tipica nel ristorante dell’agriturismo e passeggiata/struscio nella zona pedonale del paese con immancabile gelato (il secondo o terzo della giornata).
Sveglia spontanea al mattino, colazione e via verso nuove avventure…. prima di uscire decidiamo di confermare la sistemazione per altre tre notti e di usare Mattinata come punto di partenza per i nostri giri. Fa caldo, si viaggia in pantaloncini corti e t shirt, ci inerpichiamo verso Monte Sant’Angelo una località forse fuori dai circuiti classici ma che si rivelerà tipica e caratteristica. Affascinante girare in moto per le stradine dell’antico borgo e visitare il castello da cui si domina un bellissimo panorama. Girando a piedi per le viuzze ci piace guardare i negozietti di prodotti tipici e ascoltare le note di musiche popolari che tra queste si diffondono. Ci facciamo fare dei panini con l’imperdibile caciocavallo e prosciutto che mangeremo più tardi. Ripartiamo alla volta di San Giovanni Rotondo e per arrivarci percorriamo una bellissima strada molto sinuosa e guidabile. Giunti al santuario riusciamo a parcheggiare proprio nei pressi di quest’ultimo. Il luogo si presenta molto commerciale e diversamente non potrebbe essere tenuto conto delle visite che milioni di pellegrini fanno ogni anno. Certo si sarebbero potute fare diverse scelte di tipo urbanistico per salvaguardare la sacralità dei luoghi, ma non sta a me e tanto meno in questa sede aprire una disquisizione in merito. Suggestiva la visita alla tomba del Santo e al relativo museo ma dove personalmente non sono riuscito a percepirne più la presenza. Capolavoro architettonico la chiesa di Renzo Piano… Bellissima soprattutto nella sua parte interna…. Finita la visita, ripercorriamo a ritroso parte della strada e ci inerpichiamo ulteriormente per attraversare la Selva Umbra (si, si chiama proprio così). Ed è proprio fra gli alberi di questo parco che facciamo la nostra pausa pranzo prima di iniziare a scendere verso Peschici che ci limiteremo a visitare molto velocemente. Sono evidenti i danni dei recenti incendi che certo devono aver fatto vivere ore poco felici agli abitanti della zona. Infatti gran parte della strada da Peschici a Vieste la percorriamo fra resti di alberi carbonizzati e odore ancora acre di fumo e fuliggine. Dopo Vieste non resistiamo ad un tuffo in mare che decidiamo di fare in prossimità di un tipico trabucco. L’acqua non è all’altezza delle aspettative, ma molto rinfrescante e corroborante. Non siamo abituati all’orario del calar del sole su questo versante della costa che ci sorprende sulla strada di ritorno e che ci costringe a raggiungere Mattinata con il buio. Decidiamo di andare a cena senza passare prima dall’agriturismo. La nostra guida ci consiglia : Osteria della nonna, un ristorante molto bello e romantico con i suoi tavoli direttamente sulla spiaggia, dove il mangiar bene non è sufficiente a far passare inosservata la poca disponibilità e gentilezza del personale che ci serve. Appena entrati eravamo convinti di aver trovato il luogo dove mangiare per l’intera permanenza in zona, ma abbiamo deciso di metterci una pietra sopra dopo il trattamento ricevuto. Questa sera rinunceremo alla passeggiata serale…. siamo stremati…
Sorge un nuovo giorno e noi decidiamo per una giornata di mare, che trascorreremo per metà in una caletta e per metà in un’altra…. nella prima che raggiungiamo a piedi, una piccola grotta ci riparerà dal sole e ci permetterà di sopravvivere al caldo già di per se sufficiente ad abbrustolirci che oltretutto è acuito dal riflettersi del sole sulle rocce bianche della scogliera. Nel pomeriggio una caletta in località Pugnochiuso, carina ma affollata a differenza di quella del mattino in cui eravamo praticamente soli. Viaggio di rientro verso quella che ormai definiamo quasi “casa” fermandoci spesso per ammirare gli strapiombi sul mare e i magnifici faraglioni che si ergono dal mare. Peccato che tante cale siano ormai appannaggio esclusivo dei villaggi turistici e che dalla strada non sempre è facile capire quale spiaggia e frequentabile o meno a titolo gratuito. Al rientro tuffo in piscina, doccia e fuori per la cena. Scegliamo il ristorante “Tio Pepe”, meno suggestivo di quello della sera prima, ma in cui mangiamo divinamente e soprattutto in cui siamo accolti in maniera veramente squisita. Da consigliare!
Oggi è l’unico giorno dell’intera vacanza in cui avrò puntato la sveglia …. è infatti in programma una traversata da Manfredonia alle Isole Tremiti in aliscafo…. Facciamo tutto di corsa e arriviamo puntuali al porto dove riceviamo la famosa “mazzete” 96,00 euro per traghettare! Questo ci è sufficiente per farci cambiare idea e per farci optare per un’altra giornata di mare. Scelta che si rivelerà più che mai azzeccata…. in moto raggiungiamo una spiaggia a dir vero un po’ affollata ma molto bella, dove una pineta a ridosso di quest’ultima riesce a garantire un po’ d’ombra nelle ore più calde. In questa spiaggia è possibile affittare delle canoe che ci permetteranno di vivere una esperienza bellissima, dopo poche pagaiate ci addentriamo infatti dentro delle grotte marine che all’interno nascondono delle spiaggette illuminate dal sole attraverso dei buchi nelle volte. Fare il bagno in quelle grotte è un ricordo che ci accompagnerà credo a lungo… da raccontare!! Al rientro decidiamo di cenare nuovamente al “Tio Pepe” e di non rinunciare al gelato in centro…
E’ arrivato il momento di abbandonare il Gargano e di continuare il nostro viaggio, sono tante le località che vogliamo visitare e non sarà il caldo veramente afoso a fermarci…. partiamo e toccheremo i paesi di Canosa di Puglia , Minervino Murge dove una provvidenziale fontanella (come quelle degli altri paesi d’altronde) ci impedirà di morire disidratati per arrivare a Castel del Monte, castello perfettamente restaurato e dove una visita è veramente d’obbligo. I più lo ricorderanno per essere stato usato come biblioteca/monastero nel film “il nome della Rosa” e per essere riprodotto sulle monete da ….. Bello, bello! Il viaggio procede verso Altamura e Gravina in Puglia. Qui poco prima di entrare in città veniamo fermati da una pattuglia di carabinieri che dopo averci chiesto da dove veniamo, ci daranno indicazioni per ammirare la gravina dall’esterno della città…. grazie! Ottimo consiglio. Rapida visita e poi via verso Matera , tappa finale della nostra giornata. Giungiamo a destinazione ormai che è quasi ora di cena, giusto il tempo per trovare posto da dormire, fare una doccia e uscire per la cena. Decidiamo di recarci subito nei famosi “ Sassi” e devo dire che farlo a quest’ora della sera è veramente affascinante, il gioco di ombre e di luci crea un effetto da presepe indimenticabile. Non resistiamo e facciamo un primo giro prima di cena riservandoci di farne un’altro dopo aver messo qualcosa sotto i denti. Ceniamo al ristorante “U caveusu” laddove riusciamo a mangiare ottimi piatti tipici e che consigliamo per la gentilezza e per i modi del personale di servizio. Veramente satolli camminiamo fra le strette viuzze, rimanendo estasiati e un po’ spaventati per il nero profondo della gravina su cui la vecchia parte della città è costruita. Fra le vie cerchiamo di indovinare i set del film l’ultima passione di Cristo di Mel Gibson.
Ci saluta un nuovo giorno che noi decidiamo di spendere almeno per la sua prima parte nuovamente fra i Sassi di Matera. Optiamo per una visita guidata che si rivelerà interessante, esaustiva e mai noiosa. Visitiamo delle chiese rupestri e delle vecchie abitazioni in grotta, stentiamo a credere che ancora nel 1965 delle famiglie vivessero in questi freddi anfratti. Adesso la parte vecchia della città è patrimonio dell’umanità e risulta affascinante agli occhi del visitatore, ma credo di poter affermare che chi ci ha vissuto provava sicuramente meno entusiasmo di noi che oggi giriamo fra le mura e le grotte con cappellino in testa e digitale nella mano. Comunque per chi non ci è mai stato: Da non perdere!
Eccoci nuovamente in moto (in tutti i sensi) siamo diretti alle grotte di Castellana, qui gli orari di partenza delle visite guidate ci costringeranno ad optare per il percorso breve (1 km) ma che credo possa essere sufficiente per ammirare queste grotte. Una lunga scalinata in discesa ci porterà letteralmente nelle viscere della terra permettendoci di accedere ad una grotta veramente enorme con i suoi 60 metri di altezza che è l’unica in sito ad essere illuminata dall’alto dalla luce naturale, da qui parte un percorso pedonale fra stalattiti, stalagmiti e concrezioni di ogni tipo. La ragazza che ci ha guidato si è fatta notare per la gentilezza e simpatia… Usciamo e ci dirigiamo verso Alberobello e i suoi caratteristici Trulli, A dire il vero a noi ci hanno più entusiasmato i trulli che abbiamo visto lungo la strada ed in aperta campagna che quelli qui raccolti a formare quasi un set cinematografico. Il borgo dei trulli è immerso nel cuore della città ed è ormai trasformato in una serie di negozietti di souvenir, bar e altre attività commerciali. Comunque siamo in uno dei posti più caratteristici d’ Italia, facciamo le foto di rito, compriamo qualche ricordino, gelato e pronti a rimetterci in marcia… Ripartiamo, raggiungiamo Taranto che lasciamo alla nostra sinistra per dirigerci verso la costa ionica della Calabria. Raggiungiamo Metaponto dove decidiamo di far riposare le nostre stanche membra. Scegliamo un albergo senza lode e senza infamia ma che sembra uscito direttamente dagli anni 70, con i suoi camerieri in camicia bianca e papillon nero, le sue sedie di plastica nel dehor ecc… Dopo cena, passeggiata sul lungomare e bis di gelati nelle due gelaterie antistanti l’albergo. Nessuno dei due meritevole di menzione.
Al mattino una delle peggiori colazioni mai fatte e si parte direzione sempre più a sud…. Fa caldo, ma non è per questo che dopo pochi chilometri mi devo fermare in una piazzola per levarmi la camicia, ma per liberarmi di un misterioso insetto che mi lascerà in dono non meno di otto punture sulla schiena…. E vai, davanti ancora e sempre la striscia di asfalto che attraversa paesi non del tutto ignoti ma di cui almeno una volta se ne è sentito il nome…. ecco il cartello, lasciamo la puglia e siamo in Calabria, ora ci aspettano parecchi km prima di raggiungere Siderno dove dei miei zii hanno preso in affitto una casa e che ci aspettano per l’ora di cena. Sulla trada visitiamo Isola di Capo Rizzuto e ammirandone la spiaggia ci rammarichiamo di non avere tempo per un bagno. Bisogna macinar km su km.
La velocità di crociera è di circa 110 km orari quando percepisco un forte dolore sotto l’occhio sinistro. Senza accorgermene vengo trafitto da un insetto (prob. Vespa o ape) che letteralmente si disintegra sul mio viso ma non prima di aver conficcato interamente il suo pungiglione. Riesco a fermare la moto ed è in questo caso che Erica rispolverare gli studi fatti e come un perfetto cerusico mi cura con….. diciamo ammoniaca. Devo dire che la cura, mi ha permesso di proseguire il viaggio senza eccessivi problemi e di raggiungere Siderno prima del tramonto ed in tempo per un tuffo in mare prima della cena.
Veniamo ricevuti dagli zii che già dalla prima cena ci fanno capire che qui la parola dieta è completamente da bandire. Gli stessi zii ci mettono a disposizione una casa che è a circa 40 km da Siderno ma raggiungibili per mezzo di una veloce strada. Tocchiamo il letto un po’ stanchi e provati per la giornata in moto ma contenti per quanto sinora vissuto…
E’ domenica due settembre, oggi vogliamo concederci una giornata di relax, spiaggia mare e spiaggia…. lo facciamo a Siderno, la giornata ventosa non ci impedirà di godere appieno della splendida località in cui ci troviamo. Siamo nel cuore della Locride, zona tristemente nota per fatti successi anche molto recentemente, ma noi non ci accorgiamo di nulla e non notiamo differenze rispetto ad altre località turistiche da noi conosciute.
I miei parenti anche oggi ci rimpinzano ben, bene, io personalmente sto lievitando, tutti i miei propositi stanno andando a farsi benedire… ma si avremo tempo quest’inverno di lavorare per tornare ad essere in forma… Erica è perfettamente a suo agio con le mie cugine e con i miei zii… meglio di così… La sera struscio per il lungomare e assistiamo ai primi allestimenti per la festa patronale che si svolgerà per i prossimi 5 giorni, e poi a nanna…
Oggi, si parte di buonora, (h 10,00) dopo aver fatto una più che lauta colazione (grazie Sabrina per gli ottimi cornetti) e la nostra metà di giornata è Tropea, per raggiungerla dobbiamo percorrere circa 40 km di una strada panoramica e piacevole, rapido giro in moto per la città e ci rechiamo alla Baia di Riace, una spiaggia a dir poco da favola, due baie di sabbia divise da alcuni scogli dalle più disparate forme. Non resistiamo , ci tuffiamo subito nelle acque trasparenti e con tanto di maschere abbiamo la sensazione di nuotare in un acquario tante sono le varietà e il numero di pesci con cui nuotiamo. Indimenticabile!!! Anche il solo prendere il sole sulla sabbia dorata della spiaggia e con all’orizzonte la inconfondibile sagoma dell’isola di stromboli è una sensazione di pace e di vera vacanza di cui cerchiamo di farne scorta per poi attingerne nelle fredde giornate dell’inverno. Rimaniamo in spiaggia sino quasi all’imbrunire per poi recarci nel centro di Tropea per un giro nella suggestiva zona pedonale. I ristoranti stanno riempiendosi ed è sorprendente il numero di persone pensando che in teoria siamo a fine stagione. Siamo tentati di cenare qui, ma la strada del ritorno è tanta così decidiamo di cenare in prossimità della nostra sistemazione e lo facciamo in un’ottima pizzeria i compagnia dei miei cugini Stefania e Gabriele. Piacevole giornata e piacevolissima serata…
Anche quest’oggi rito dell’abbondante colazione prima di addentrarci nel cuore dell’aspromonte (anche qui gli incendi hanno lasciato un’ indelebile traccia) per raggiungere Gerace, caratteristica località arroccata su un’altura e di cui sono ancora visibili le vestigia di un castello ed in cui è piacevolissimo passeggiare per le vie alla ricerca di angoli e scorci caratteristici. Dallo stesso paese si gode di un panorama mozzafiato e a 360 gradi sulla valle e sino al mare.
Abbandoniamo il centro abitato e raggiungiamo Siderno laddove trascorreremo il pomeriggio e la serata. Hanno già montato le giostre ed io riesco a farmi convincere a salire su una di questa e ciò nonostante la quantità di cibo che ho incamerato me lo sconsiglierebbe senza ombra di dubbio. Infatti non ne uscirò perfettamente in ordine…. Ma bisogna andare a dormire, domani ci attende Taormina.
Le condizioni meteorologiche sono un po’ incerte, ma noi decidiamo ugualmente di metterci in marcia verso Villa San Giovanni dove ci imbarcheremo sul traghetto per la Sicilia. Il vantaggio di essere in moto è quello di potersi imbarcare immediatamente senza fare code magari sotto il sole cocente…. pochi minuti dopo siamo in Sicilia, siamo a pochi km dalle coste Calabresi che riusciamo a distinguere chiaramente ma il tempo è decisamente migliore. Imbocchiamo l’autostrada e velocemente raggiungiamo Taormina, qui evitiamo i costosi parking e ci addentriamo direttamente nel cuore della città riuscendo a parcheggiare nei pressi della zona pedonale e cuore pulsante della famosa località. Percorrendo le vie dei negozietti di souvenir raggiungiamo il teatro romano, qui costruito sopra una rocca in una posizione veramente privilegiata a da cui si domina una vista da cartolina da ogni lato. Ci sediamo sulle gradinate e guardiamo verso il palco (dove ancora oggi si tengono numerosi concerti e rappresentazioni teatrali) e ciò che resta delle vecchie quinte ed è come se il mare sottostante andasse in scena fra le colonne dirute e ciò che resta delle mura…. Uno spettacolo! Lasciato il teatro percorriamo l’intera zona pedonale ammirando soprattutto le pasticcerie e le loro vetrine stracolme di dolci, frutti di marzapane, cannoli alla ricotta, cassate ed ogni altra sorta di dolce tipico… Per fortuna per la mia linea, (già notevolmente compromessa) oggi non mi sento di esagerare e quindi mi limito a guardare concedendomi solo piccole eccezioni… Assistiamo ad un matrimonio e ammiriamo la sposa e gli invitati elegantissimi che sfilano fra noi turisti invece in divisa d’ordinanza con cappellino, pantaloncini corti e sandali… Basta camminare, abbiamo caldo e voglia di un tuffo, ripresa la moto ci spostiamo sotto Taormina e raggiungiamo l’isola bella una bellissima baia in cui si erge un’isolotto ricco di vegetazione che in particolar modo in questa giornata, grazie alla luce, alla limpidezza del mare , alle poche persone presenti sembra finta tanto bella e affascinante. Ci immergiamo in acqua con le maschere e qui abbiamo subito la sorpresa di nuotare fra centinaia di pesci e di diverse specie…. i fondali sono fatti di roccia ed è una bella sensazione nuotare fra di esse e trovarsi quasi fra le mani e davanti alla maschera esseri perfettamente a loro agio che ti nuotano attorno per nulla intimoriti, anzi incuriositi… Questa nuotata vale il viaggio…. Non riesco ad uscire dall’acqua, la temperatura è ideale e sono conscio che un bagno così non lo rifarò per almeno un po’ di tempo… Riemergo e cerco Erica che invece è sulla spiaggia che si sta facendo massaggiare da una ragazza cinese che a suo dire si è rivelata molto brava e che gli ha risolto un problema di torcicollo che l’assillava…. A malincuore con il calar del sole decidiamo di rientrare, ed è in prossimità di Messina che vediamo addensarsi sulla Calabria nuvoloni neri forieri di maltempo, anche per questo optiamo per cenare dagli zii e a tal fine dopo aver ri-traghettato percorriamo via costa la statale che da Villa San Giovanni conduce a Siderno. Ciò ci consentirà di evitare le precipitazioni che stanno interessando la parte interna della zona. Arriviamo un po’ in ritardo per la cena, ma molto gentilmente ci aspettano, la serata la trascorriamo fra le bancarelle della fiera e le giostre. Causa un’incidente la strada che ci avrebbe dovuto permettere di raggiungere la nostra abituale sistemazione verrà chiusa per l’intera notte così gli zii dovranno sopportarci ed ospitarci anche per la notte.
L’ultimo giorno prima della partenza è giunto. Il viaggio che ci attende è lungo, abbiamo deciso di tornare in moto e 1300 km non sono certo uno scherzo, così dedicheremo l’intera giornata al relax e al goderci gli ultimi scampoli di vacanza. Il tempo non è dei migliori, il sole è quasi del tutto latitante, gli ombrelloni sono quasi tutti chiusi,le spiagge deserte però l’acqua cristallina risulta calda e fare un lungo bagno è veramente rilassante e appagante. Intorno alle ore 18 assistiamo ad una caratteristica manifestazione religiosa in cui la madonna viene portata in processione su una barca lungo tutto il tratto di mare antistante la città e la suggestione dell’evento è accentuata dalle nuvole che al tramonto risultano come infuocate e colorate di rosso cangiante…. un’immagine veramente iconografica che sembra tratta da un film.
Ultima sera, il rito dei saluti, la promessa di sentirsi spesso e di rivedersi presto…
Colazione come ormai da piacevole abitudine con Sabrina, ultime chiacchiere, si carica la moto e si parte…. l’idea è quella di fermarsi a dormire una notte in maniera tale da dividere il viaggio in due parti. Infatti partiamo intorno alle ore 10 in maniera del tutto tranquilla, faremo anche dei tratti panoramici per far si che anche il viaggio di ritorno non sia solo un noioso trasferimento ma parte integrante della vacanza. Trascorrono le ore e aumentano i km fatti, le numerose soste per effettuare i rifornimenti ci consentono di sgranchirci e di stiracchiarci un po’. Visto il ritmo di viaggio decidiamo o meglio decido di fare una tirata unica e di raggiungere casa nella nottata (arriveremo all’una), avremo così l’intera domenica per rilassarci e per prepararci al rientro al lavoro.
















Complimenti per la lunga e paziente descrizione della vostra vacanza.Molto belle la prima serie di foto …. ciao attendo le prossime.
ciao cuginetto bellissime le foto, sono davvero stupende, e a riguardarle, ho un pò di malinconia, quanto vorrei che foste ancora qui. purtroppo non siamo potuti stare molto insieme, ma il legame che ci lega e cosi forte che ogni attimo che viviamo lo facciamo a pieno. qui è tornato il caldo, dillo ad Erica, ieri si moriva dal caldo, ve l’avevo detto io di rimanere….!!! bellissimo racconto delle vacanze, io farò il possibile per venire a trovarvi l’estate prossima, certo ora dipende tutto dalla bimba che nascerà, che non vedo l’ora perchè ora sono un pò stanca di questa panciona..(anche se a farmi compagnia ci sei stato tu per pochi giorni) cugino mettiti a dieta ti voglio in forma per natale, perchè sai che io ti aspetto.
un grosso bacio tutti e grazie di tutto. tvb
ciao cugino ho visto anch’io le foto. Eccezionali e poi il tuo racconto, stupendo! Ho notato pero’ che ti manca l’angolo piu’ bello del mondo, cioe’ capo vaticano (grotticelle) dove per altro siamo andati sabato e domenica con stefy. Perche’ lo sai vero che ancora la nostra stagione e’ aperta? Qui e’ ancora tempo di mare, speriamo di vederci li da te il piu’ presto possibile e’ una promessa! trovami la moto!tutto il resto lo porto io.ah! lo sai che una settimana fa siamo andati a “TROPEA BLUES FESTIVAL “ndi scialammu mancavate solo voi con stefy vi pensavamo. pazienza sara’ per la prossima.ciao ti saluto adesso vado a casa salutami Erica.
che bella tropea, fa innamorare
saluti a tutti i cugini